Da parecchi anni nel nostro Cantone si discute attorno a questo importante problema sociale. Purtroppo si è fatto ben poco ed i tentativi isolati non possono bastare. Urge passare decisamente ai fatti e lo Stato dovrebbe applicare l'articolo della legge scolastica là dove dice: «I Comuni popolosi, aventi parecchie scuole, potranno essere obbligati ad organizzare una scuola speciale per gli allievi deficienti.» E' indispensabile però che per dare inizio ad una istituzione così importante e delicata si pensi in primo luogo alla formazione di un corpo insegnante all'altezza del compito. Alla solita preparazione didattica occorre aggiungere un serio fondamento di pedagogia emendativa e sopratutto una specializzazione pratica nell'arte di educare gli anormali. L'empirismo in questo ramo è pericolosissimo. Occorre quindi che lo Stato aiuti e invogli alcune giovani forze magistrali a compiere studi supplementari in Istituti speciali con annesse classi per l'esercitazione pratica. Solo allora sarà efficace la istituzione di quelle classi cosidette «differenziali». Solo allora si potrà affermare che il problema si avvia su un cammino sicuro. Queste classi e queste istituzioni devono essere impostate con criterio scientifico e non ridursi a funzione di semplice assistenza o magari anche di solo ricovero. Alle buone doti di cuore e d'animo delle persone preposte alla educazione di questi allievi «malati», vanno richieste altre doti in più, perchè le classi differenziali devono avere la precisa funzione di «curare» e «migliorare» le anomalie degli allievi che le frequentano. Per gli anormali gravi occorre l'Istituto internato.
Risolta questa parte del problema occorre procedere con la massima cura e la più scrupolosa attenzione alla visita medica degli allievi, selezionando quelli che soli devono frequentare la classe differenziale. Dovranno così essere ben distinti gli anormali per difetti sensoriali, anormali pedagogici e anormali psichici. Gli allievi dei primi due gruppi noti anche col nome di «falsi anormali» potranno, con procedimenti particolari, migliorare la loro condizione e riprendere col tempo il loro posto nelle scuole ordinarie, mentre gli anormali psichici, i «veri anormali» potranno solo raramente arrivare ad uno stato psichico normale. Comunque, oltre alle continue cure del docente occorreranno regolari visite del medico delegato ed in casi speciali quelle del medico specialista. Solo allora si potrà avviare tutta l'istituzione verso mete sicure e di tangibile utilità sociale.
Nel nostro Cantone per cura del Dipartimento della Pubblica Educazione è stato fatto durante l'anno scolastico 1916/1917 il censimento dei fanciulli anormali e su 22 215 allievi obbligati alla scuola, 344 sono entrati nel computo della inchiesta.
Questa statistica ci indica l'1,5 % di allievi anormali, ciò che significa l'esistenza di 3 allievi destinati alla classe differenziale per ogni 200 allievi obbligati per legge alla scuola. Su queste basi sembrerebbe possibile stabilire con approssimazione il numero di allievi che nello spirito della legge potrebbero costituire le classi differenziali nei comuni popolosi. Attualmente per cura del Dipartimento dell'Interno del nostro Cantone si sta praticando una inchiesta per accertare lo stato della anormalità minorile del Cantone. Siccome però stavolta non sembrano essere stati adottati gli stessi criteri di 15 anni fa, sarà un po'difficile stabilire dei confronti e tirare delle conclusioni. Comunque noi assistiamo ad una ripresa dello studio di questo importantissimo problema nel nostro Cantone e di tutto cuore ci auguriamo si abbia finalmente a battere vie fattive nella soluzione che da troppi anni si trascina nei censimenti, nelle inchieste e nelle carte. Nel Ticino esistono attualmente poche istituzioni destinate all'educazione degli anormali: l'Istituto Sant'Eugenio a Locarno per i Sordomuti, l'Istituto San Canisio a Riva San Vitale per i discoli, le 2 classi differenziali presso le scuole comunali rispettivamente a Lugano e a Bellinzona.
Ma non basta; esiste una grave lacuna nella nostra organizzazione sociale e scolastica. E' fuori di dubbio che lo Stato del Cantone Ticino debba colmare al più presto questa lacuna. E' un impellente dovere per la società di fare tutto quanto è possibile per arginare il male, il quale aumentando aggraverebbe le condizioni attuali; è un legittimo diritto per i fanciulli, obbligati dalla legge a frequentare la scuola, di ottenere tutte quelle necessarie cure preventive e curative per non cadere più tardi a completo carico della Società. La beneficenza e l'assistenza pubblica nel Ticino è degna della più alta considerazione nei più svariati campi; a favore degli anormali, forse anche per una malcelata diffidenza o prevenzione, non si fa però quanto si dovrebbe. E' sorta mesi fa una nuova associazione a favore degli anormali che si prefigge svolgere nel Cantone attiva propaganda ed efficace opera di aiuto per tutti questi casi.
Nutriamo ferma fiducia che dalla concorde azione delle diverse associazioni per il bene pubblico, delle molteplici opere assistenziali e dello Stato si possa fra non molto tempo salutare anche nel nostro Ticino un vero, profondo ed efficace interessamento per questo importante problema sociale.
Camillo Bariffi, Direttore della «Scuola Nuova» Lugano.